Cayo Arena, la trentaquattresima spiaggia tra le 100 migliori del mondo

Presso la struttura “El Almirante Benbow”, descritta da Robert Louis Stevenson nel suo romanzo L’isola del Tesoro, i marinai arrivavano con un baule come bagaglio per iniziare la loro avventura in alto mare. Ma sull’isolotto sperduto di Cayo Arena, noto anche come Cayo Paraíso, non è necessario tanto.

È sufficiente arrivare con tanta voglia di godersi un luogo così speciale sulla costa nord della Repubblica Dominicana. Per alloggiare i turisti in questo luogo sono sufficienti alcune casette fatte di palme. Il resto dell’isola rimane spoglia davanti al mare infinito.

La piccola isoletta ha un’altezza di pochi metri sul livello del mare, che oscilla un po’ a seconda del va e vieni delle onde. Si tratta di una banchina di sabbia circondata di acque cristalline nelle quali è possibile ammirare il fondale marino grazie all’incredibile trasparenza. Secondo CNN Travels, la spiaggia di Cayo Arena occupa la trentaquattresima posizione tra le 100 migliori del mondo.

Geograficamente Cayo Arena appartiene alla provincia di Montecristi. Di fatto si trova sull’estremità orientale, a breve distanza dalla costa. Da questa zona del litorale non partono però barche, però abbondano le mangrovie che rendono difficoltose le manovre. Partono da Punta Rucia, a Estero Hondo, un piccolo paesino di Puerto Plata e che funge da confine.

L’itinerario più semplice prevede di andare in direzione Puerto Plata per poi dirigersi verso Estero Hondo lungo la strada che conduce a Imbert attraversando i comuni di Guananico e Los Hidalgos. Un percorso di circa due ore per arrivare a Punta Rucia, un paesino di pescatori ubicato nella baia di La Isabela, che si contraddistingue per le sue magnifiche spiagge di sabbia bianca.

Un’altra opzione consiste nel prendere l’autostrada Duarte fino a Santiago tenendo per Navarrete, Cruce de Esperanza, Villa Vásquez e Guayubín, fino a Villa Elisa, per prendere poi il percorso vicinale che conduce a Punta Rucia.

Dalla spiaggia di Punta Rucia si prende una rapida lancia per Cayo Arena, per un viaggio di circa mezzora. Molti residenti hanno piccole barche che effettuano il trasferimento per 1.000 RD$. Ci sono anche vari tour operator della zona che offrono il trasporto fino all’isola e il pranzo al Cayo per un prezzo che oscilla tra i 35 e i 60 dollari americani a persona.

Le imbarcazioni sono di legno e il capitano raccomanda di andare scalzi, quindi si consiglia di portare scarpe comode, facili da indossare e da togliere. Per proteggere la pelle dal sole si consiglia di usare una protezione solare, gli occhiali da sole e un cappello o berretto. È bene ricordarsi di portare tutto il necessario, poiché sull’isola esistono soltanto alcune baracche di legno e cannarelle per ripararsi dal sole e dove i turisti possono depositare i loro effetti personali per riposare un attimo al fresco. Per preservare l’ecosistema dell’isola, a Cayo Arena non è possibile usare asciugamani e scarpe. Le escursioni consentono di restare sull’isola per circa quattro ore.

Durante il rientro in barca a Punta Rucia, su playa La Ensenada, zona in cui vengono lasciati i passeggeri, è possibile ammirare la flora e la fauna che fiancheggiano il tragitto acquatico fino al Parco Nazionale di Montecristi, dove trovano rifugio specie protette quali il lamantino e tre tipi di mangrovie tipiche della zona: rossa, gialla e nera.

Dove mangiare

Hotel Punta Rucia Lodge. www.puntarucialodge.com/

La Table d’Arno. www.latabledarno.com/

Beicariibi. Telefono. + 1 809-704-3045

 

 

 

 

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